I 7 CHAKRA

I chakra sono quei centri energetici attraverso i quali l'energia cosmica fluisce nel corpo umano. Nelle tradizioni orientali, il corpo umano è composto da molti livelli di energia, sia fisici che “sottili”. Nei testi sacri buddhisti ricorre il concetto per cui noi siamo creature con un corpo fisico - che usiamo per correre camminare, mangiare, stare al mondo, ma abbiamo anche un corpo sottile chiamato “corpo di vajra” (vajrakõya), regolato da flussi di energia sottile distribuiti lungo canali (nadi) e dentro centri energetici (chakra). L'energia che si accumula nei chakra ci consente di avere un'attività intellettuale, emotiva e spirituale. Aprire un chakra significa attivare il tipo di energia che si può sprigionare dal singolo centro. Quando sono in equilibrio, i chakra rilasciano energia che diventa potere creativo, piacere sessuale, potenziamento delle proprie doti naturali.

 

Scopriamo i 7 Chakra:

1° Chakra, chakra della radice. Il suo nome in sanscrito è Muladhara (sostegno base)

In questo Chakra risiede l’energia della kundalini (energia divina in ogni essere umano, sopita come un serpente avvolto su sé stesso e localizzata alla base della spina dorsale).
Il primo chakra collega l’uomo al suolo, infatti è associato all’elemento terra e a tutto ciò che è solido e stabile. Esprime le radici, l’istinto di sopravvivenza e il bisogno di sicurezza; alimenta l’abbondanza materiale, ma anche la forza interiore. L’organo di senso a cui è collegato è l’olfatto.
primo chakra

Il simbolo che rappresenta il primo chakra è un quadrato inscritto in un cerchio, circondato da quattro petali di loto rossi. Il quadrato, il numero 4 e il colore rosso sono tutti attributi dell’elemento terra. Al centro del quadrato si trovano un triangolo, il mantra LAM e l’elefante, un animale simbolo di stabilità, benessere e forza interiore.
Il primo chakra, nel corpo umano, è posizionato alla base della colonna vertebrale, tra l’ano e i genitali. Gli organi che corrisponde corrispondono al primo chakra sono le ghiandole surrenali; ma governa anche le funzioni dell’intestino, le gambe e tutte le parti solide del corpo: ossa, unghie, denti.
Concentrando l’attenzione sul primo chakra si ottiene fiducia e calma dello spirito e del corpo, stimola un atteggiamento coraggioso ed entusiasta nei confronti della vita.
Il primo chakra in equilibrio favorisce la guarigione. Le ossa e i denti sono forti, l’intestino è sano e regolare, inoltre previene infiammazioni del nervo sciatico e problemi renali, regola la pressione sanguigna.
Il primo chakra disarmonico ci porta insicurezza, scarsa fiducia in noi stessi e apatia. Se iperattivo si corre il rischio di attaccarsi eccessivamente ai beni materiali, di essere troppo rigidi e ostili ai cambiamenti, di indulgere in egoismo e aggressività.

 

2°Chakra, chakra dell’ombelico o chakra sacrale. Il suo nome in sanscrito è Svadhisthana (dimora del se)

Il secondo chakra è il centro della gioia, dell’alleanza, della fiducia, dell’accettazione di “ciò che è” nel corpo umano è collocato nella parte inferiore dell’addome.

Il secondo chakra è associato all’elemento acqua, all’organo di senso del gusto e al colore arancione.
secondo chakra

Il simbolo che lo rappresenta è un loto a sei petali color arancio, al cui centro c’è una luna crescente e un fiore di loto
Se il chakra sacrale è in equilibrato favorisce un buon rapporto con il Sé, con il proprio corpo e con la sessualità, con tutte le conseguenze positive sullo sviluppo interiore. Inoltre stimola creatività, sicurezza di sé e vitalità. A livello fisico aiuta a prevenire i disturbi mestruali, le malattie degli organi sessuali, i dolori ai reni, l’impotenza. E’ collegato al sangue e dona energia a tutte le funzioni corporee ed è essenziale per il benessere generale dell’organismo.
Quando il secondo chakra è in disequilibrio, l’energia sessuale affluisce eccessivamente o in modo insufficiente e può dar luogo a gelosie, paure, desideri inappagati e ossessivi, impotenza e frigidità.
Concentrarci sul secondo chakra ci incoraggia a capire noi stessi nella nostra unicità, a sviluppare il nostro potere creativo, la capacità di nutrire e amare.

 

 

 

3°Chakra, plesso solare. Il suo nome in sanscrito è Manipura (città rilucente)

Il terzo chakra è il centro di elaborazione energetica dove l’essere umano può trovare forza, determinazione e volontà per affermare le proprie scelte rispetto al mondo che lo circonda e agli obiettivi scelti.
Nel terzo chakra risiede la nostra volontà, la nostra determinazione, la capacità di non mollare un obiettivo e di perseguirlo fintanto che non lo abbiamo raggiunto.
Con il terzo chakra impariamo a usare il nostro potere, scegliendo e dando una direzione alla nostra vita concretamente, in allineamento a quello che desideriamo per noi. L’elemento collegato al terzo chakra è il fuoco, mentre il colore associato è il giallo.
Nel corpo umano è poco sopra l’ombelico. Il terzo chakra controlla il potere di digerire e trasformare non solo gli elementi concreti come il cibo, ma anche, a livello sottile, la nostra vita, e così sostiene e alimenta un processo continuo di rinascita e cambiamento.
3 chakraIl simbolo che rappresenta il terzo chakra è un fiore di loto che ha dieci petali gialli in cui sono scritte dieci lettere.
Questi petali rappresentano le dieci nadi (tratti, o canali sottili, attraverso i quali l'energia vitale circola permanentemente nel corpo umano) che danno origine a questo chakra. Al centro del fiore c’è un triangolo rosso simbolo del fuoco con la sillaba RAM e un ariete, animale messaggero del signore del fuoco
La vista è l’organo di senso governato dal terzo chakra.
L’emozione più potente ad esso collegata è la rabbia.
Quando il terzo chakra non è in equilibrio, non ascoltiamo, possiamo vivere in uno stato di insoddisfazione e rabbia perenni, come se ci fosse un “fuoco” che ci consuma e che ci può condurre alla disperazione. Oppure siamo concentrati su noi stessi, calpestiamo e comandiamo gli altri senza prestar loro ascolto: in questo chakra, se non armonico, c’è la possibilità di nutrire un Ego smisurato, che ci impedisce di far salire l’energia verso il chakra del cuore, tenendoci prigionieri della parte più materiale di noi stessi

 

 

4° Chakra, chakra del cuore. Il suo nome in sanscrito è Anahata (suono ininterrotto, infinito)

Il chakra è correlato al ritmo del battito del cuore, e qui si può ascoltare anche il ritmo dell’universo. Il quarto chakra presiede le funzioni del cuore, del sistema circolatorio del sangue e dell’apparato respiratorio; l’organo di senso è la pelle che ricopre il corpo, gli organi di azione sono le mani.

Il quarto chakra rappresenta il punto di svolta tra una vita dedicata al soddisfacimento dei desideri terreni e una rivolta al cielo e all’immortalità
quarto chakra

Il quarto chakra è rappresentato con dodici petali verdi o azzurri; all’interno c’è una stella a sei punte, al centro della stella si forma un esagono, che inscrive la sillaba YAM, stilizzata.
Concentrandosi sul quarto chakra si ha coscienza dell’amore, della compassione, della gioia; si diventa capaci di amore incondizionato.
La sede del quarto chakra nel corpo umano è al centro del petto, nella cassa toracica; è infatti connesso al cuore, ai polmoni, al sistema circolatorio e al timo, la ghiandola che controlla il sistema immunitario.
Quando il quarto chakra non è in equilibrio diventiamo esitanti, in preda a rimorsi e panico, in balia delle dualità; interiormente chiusi, rigidi e innaturali, ci è difficile rapportarci con gli altri (abbiamo paura del rifiuto).
Quando il quarto chakra è in equilibrio siamo spontanei e diretti nella comunicazione, capaci di trasmettere emozioni e sentimenti, sensibili a ciò che è bello, giusto, equilibrato.

 

 

 

5° chakra, chakra della gola. Il suo nome in sanscrito è Vishuddha (purificazione)

Il quinto chakra è il centro del suono e della parola. Permette di esprimersi senza difficoltà, di comunicare all’esterno il nostro pensiero ed esprimere la nostra interiorità.
Questo chakra è collegato all’etere, il quinto elemento simbolo di vastità e purezza.
L’organo di senso collegato è l’udito.
quinto chakra

Il simbolo del quinto chakra è un loto a sedici petali di colore blu chiaro. Al centro del loto vi è un triangolo rovesciato, che contiene a sua volta un cerchio bianco. Al centro sono spesso rappresentati l’elefante bianco e la sillaba HAM
Nel corpo umano il quinto chakra si trova al centro della gola. Fisicamente è collegato alle corde vocali, alla bocca e a tutto l’apparato fonatorio, incluse le orecchie, e alla vicina ghiandola della tiroide.
Il quinto chakra libero si traduce in una voce armonica, vie respiratorie libere e muscoli della nuca rilassati. I disturbi fisici collegati a un quinto chakra in cattive condizioni sono raucedine, mal di gola, tonsilliti, disfunzioni della tiroide, dolori alle orecchie e disturbi del linguaggio.
Quando il quinto chakra è in equilibrio rende consapevoli della propria autenticità e aperti verso le opinioni altrui.
Se il quinto chakra non è in equilibrio può dar luogo a incomunicabilità, difficoltà nell’esprimere le proprie idee, blocchi della creatività, eccessiva timidezza. Intimoriti dal conflitto, senza il coraggio di sostenere le proprie opinioni, si può cadere nell’insicurezza.

 

6° chakra, noto anche come il terzo occhio. Il suo nome in sanscrito è Ajna (sapere, percepire)

Posizionato nel mezzo della fronte, tra le sopracciglia, Ajna è il centro spirituale in cui si riuniscono gli opposti: maschile e femminile, sole e luna, emisfero destro e sinistro del cervello, intelletto e intuizione. Il sesto chakra dissolve queste dualità e ci consente di superare la visione dualistica del mondo che distingue in “buono” e “cattivo”, in “io” e “te”. Superando questa visione degli opposti e pacificando il pensiero, si giunge ad aprire gli occhi sulla verità nascosta dietro l’apparenza.

sesto chakra

Il simbolo del sesto chakra è un loto composto da due grandi petali, uniti in un cerchio, ancora una volta un simbolo di dualità riconciliata in un’unità superiore.

Non è collegato a uno dei 5 elementi, bensì alla luce e, a differenza degli altri chakra, la simbologia non prevede un animale rappresentativo.
Il mantra associato al sesto chakra è OM, la sillaba-seme, che spesso viene raffigurata all’interno del cerchio, al centro del loto. Il colore collegato è l’indaco.
Un sesto chakra equilibrato consente un contatto diretto e libero con il mondo interiore, stimola la fantasia, l’intuizione e le percezioni spirituali. Dona la capacità di visualizzare il pensiero e configurare obiettivi astratti, di comprendere intuitivamente gli altri e persino la chiaroveggenza. L’attenzione sul sesto chakra stimola l’evoluzione spirituale, il dominio delle pulsioni e la calma dei pensieri.
Un sesto chakra non equilibrato può dar luogo a eccessi di dogmatismo, orgoglio, scarsa gratitudine.
Un chakra indebolito può causare disattenzione e difficoltà di concentrazione, ma soprattutto disturbi a livello emotivo: paura, depressione, forte senso di inutilità.
Dal punto di vista fisico, un sesto chakra debole si manifesta con mal di testa, dolore agli occhi, debolezza della vista e dell’udito, infiammazioni al seno paranasale, malattie del sistema nervoso.

 

7° chakra, chakra della corona. Il suo nome in sanscrito è Sahasrare (mille volte tanto)

Dimora in un luogo a sè stante, al di là del corpo fisico, sopra la testa.
Il settimo chakra ci collega al Cielo e si nutre di silenzio, luce pura e contatto con l’Assoluto. Non è legato a una figura geometrica, né ad alcun suono.
settimo chakra

Il settimo chakra è rappresentato da un cerchio circondato da petali di loto, con una luce radiante dal centro; i petali rappresentano le infinite lettere dell’alfabeto sanscrito. E’ legato al colore bianco e violetto.
Con i piedi per terra, ma la testa in cielo, il chakra della corona ci insegna ad abbandonare il passato con i suoi eventuali traumi.
Quando il settimo chakra non è in armonia diventiamo arroganti, orgogliosi, ambiziosi; ci distraiamo facilmente e l’irritazione e l’impazienza la fanno da padrone; tendiamo a chiuderci in noi stessi, a controllare tutto e tutti; siamo confusi, non dormiamo bene.
Porre attenzione al settimo chakra ci aiuta a coltivare la pazienza, la compassione, il perdono. Allora la coscienza entra senza sforzo in uno stato fluido, di felicità assoluta; la verità sacra del settimo chakra è: vivi il presente e ci insegna a lasciare che l’universo si occupi dei dettagli, liberandoci dall’ansia di controllare ogni cosa.

 

 

Nell'Associazione IL MIO UNIVERSO a Torino (Moncalieri) utilizziamo diverse tecniche per il riequilibrio dei Chakra: Bagni Armonici con campane tibetane, Reiki, massaggi olistici, cristalloterapia, percorsi di rilassamento sonoro e tanto altro... 

Per informazioni chiamare lo 011-18938175 o scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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